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19 novembre – World Toilet Day: perché parlare di toilette significa parlare di dignità

C’è una parola che fa sorridere, imbarazza o viene liquidata in fretta: toilette.
Eppure dietro quella parola si nasconde uno dei temi più seri e urgenti del nostro tempo.

Il 19 novembre si celebra il World Toilet Day, istituito dalle Nazioni Unite per accendere i riflettori su una crisi globale che riguarda miliardi di persone. Non è una giornata ironica, né simbolica. È una ricorrenza che parla di salute pubblica, uguaglianza, sicurezza e diritti umani.

I numeri che non si possono ignorare

Secondo il WHO/UNICEF Joint Monitoring Programme, oltre 3,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a servizi igienici gestiti in modo sicuro. Questo significa niente sistemi adeguati di raccolta e smaltimento, niente protezione da contaminazioni, niente garanzie minime di igiene.

Parliamo di scuole senza bagni funzionanti.
Parliamo di comunità dove le persone devono utilizzare spazi aperti.
Parliamo di donne e ragazze esposte a rischi per la sicurezza personale.

La mancanza di servizi igienici adeguati è collegata alla diffusione di malattie prevenibili, alla perdita di giorni di scuola, alla riduzione della produttività lavorativa.

Il bagno non è un comfort. È un presidio sanitario.

Il silenzio culturale attorno al tema

Uno dei motivi per cui la questione è stata ignorata per anni è culturale. Non si parla volentieri di bagni. È un tema considerato “basso”, poco elegante, imbarazzante.

Ma proprio questo silenzio ha contribuito a trasformare un bisogno universale in un problema invisibile.

Il World Toilet Day rompe questo tabù. Ricorda che l’accesso a una toilette sicura è parte del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, riconosciuto dall’ONU.

Disuguaglianze anche nelle città moderne

Il problema non riguarda solo Paesi lontani. Anche nelle città europee e nordamericane l’accesso ai bagni pubblici è spesso limitato, mal distribuito o insufficiente.

Chi paga il prezzo più alto sono:

  • persone anziane

  • persone con disabilità

  • lavoratori che trascorrono molte ore fuori casa

  • famiglie con bambini piccoli

Una città può essere tecnologicamente avanzata, ma se non garantisce servizi igienici accessibili crea una barriera silenziosa alla mobilità e alla partecipazione sociale.

Toilette e sviluppo sostenibile

Il tema è direttamente collegato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, in particolare all’obiettivo 6: acqua pulita e servizi igienico-sanitari per tutti.

Senza infrastrutture adeguate, non c’è salute pubblica.
Senza salute pubblica, non c’è sviluppo sostenibile.

Il World Toilet Day non è una ricorrenza minore. È un promemoria concreto: il livello di civiltà di una società si misura anche da come gestisce ciò che considera scontato.

Conclusione

Parlare di toilette significa parlare di dignità.
Significa riconoscere che l’uguaglianza passa anche dalle infrastrutture invisibili.

Il 19 novembre non è una giornata curiosa da calendario. È un invito a guardare in faccia una realtà che riguarda tutti, anche quando preferiremmo non pensarci.

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