20 febbraio – Giornata Mondiale della Giustizia Sociale: il diritto all’igiene e ai servizi sanitari
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La giustizia sociale non è solo un concetto astratto, un titolo in una dichiarazione internazionale o un hashtag su un social.
La giustizia sociale si misura nelle cose che spesso diamo per scontate: il diritto di muoversi liberamente in città senza preoccuparsi di dove trovare un bagno; la possibilità di lavorare, studiare o partecipare a eventi senza essere esclusi perché mancano servizi igienici accessibili; la certezza che i nostri figli possano avere a disposizione strutture pulite in ogni luogo pubblico.
Il 20 febbraio è la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, istituita dall’ONU per ricordare che l’uguaglianza, l’inclusione e i diritti umani devono valere per tutti. Tra questi diritti c’è spesso un elemento sottovalutato ma essenziale: l’accesso ai servizi sanitari e igienici adeguati.
Il diritto all’igiene non è un lusso. È un prerequisito per la salute, la dignità e l’inclusione nella vita sociale ed economica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 3,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a servizi igienici sicuri gestiti in modo adeguato — una condizione che espone a malattie prevenibili e limita l’accesso ai diritti fondamentali.
In molte città moderne la presenza di servizi nei luoghi pubblici è irregolare, spesso insufficiente o difficilmente accessibile a persone con disabilità, anziani, turisti o chi lavora fuori casa. Questo significa che chi vive o si sposta in determinate aree può trovarsi in una sorta di zona grigia tra diritto e realtà.
Chi non ha accesso a servizi igienici adeguati è più esposto a malattie, ha meno opportunità educative e lavorative, vive una condizione costante di vulnerabilità. Le donne e le ragazze sono tra le categorie più colpite, soprattutto in contesti dove la mancanza di privacy incide su salute e sicurezza personale.
Ecco perché il tema non è tecnico. È politico, sociale, umano.
Non è un caso che l’ONU abbia istituito anche il World Toilet Day (19 novembre), giornata interamente dedicata alla crisi globale dei servizi igienici.
Se il 20 febbraio parla di giustizia sociale in senso ampio, il 19 novembre entra nel dettaglio di uno degli aspetti più trascurati di quella giustizia: l’accesso ai bagni.
Il World Toilet Day nasce per ricordare che una toilette sicura è una barriera contro malattie, povertà e discriminazione. Ma è anche uno strumento di libertà. Senza servizi igienici adeguati:
le bambine abbandonano la scuola
le persone con disabilità limitano gli spostamenti
gli anziani evitano spazi pubblici
le comunità vulnerabili restano escluse dalla vita economica
Il collegamento tra le due giornate è evidente: non può esistere giustizia sociale senza accesso universale ai servizi igienici.
Spesso pensiamo alle infrastrutture come strade, ponti, reti elettriche. Ma anche un bagno pubblico è un’infrastruttura di dignità.
Una città che non garantisce servizi igienici accessibili non è neutrale: crea una selezione silenziosa tra chi può muoversi liberamente e chi no.
La disuguaglianza globale nei servizi igienici è una delle forme più concrete di ingiustizia sociale, perché incide sulla vita quotidiana. Non è astratta. È fisica. È immediata.
Ecco perché parlare di bagni il 20 febbraio non è fuori tema. È andare al cuore della questione.

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