Conosci la storia del bidet? L’oggetto controverso che ha cambiato il rapporto con l’igiene
C’è un oggetto che divide, incuriosisce, sorprende chi non lo conosce e viene dato per scontato da chi è cresciuto con lui: il bidet.
Per molti italiani è normale. Per gran parte del mondo è un mistero. Eppure la sua storia racconta molto di come è cambiato il nostro rapporto con l’igiene personale.
Le origini francesi
Il bidet nasce in Francia nel XVII secolo. Il termine significa letteralmente “cavallino”, perché la posizione per utilizzarlo ricordava quella di chi monta a cavallo.
All’epoca non era installato nei bagni come oggi, ma nelle camere da letto dell’aristocrazia. Era uno strumento associato all’igiene intima e, in parte, alla sfera della sessualità. Non era un oggetto popolare: era un elemento di distinzione sociale.
Con il tempo si diffuse in altri Paesi europei, ma non ovunque con la stessa fortuna.
Perché in Italia sì e altrove no
In Italia il bidet si è radicato culturalmente, diventando uno standard edilizio. In molte abitazioni è previsto dalle normative igienico-sanitarie e fa parte dell’idea stessa di bagno completo.
In altri Paesi, come Stati Uniti o Regno Unito, non ha mai avuto la stessa diffusione. Le ragioni sono culturali ma anche infrastrutturali: sistemi idraulici diversi, abitudini differenti, percezioni diverse dell’igiene personale.
In alcuni contesti anglosassoni, per anni, è stato percepito come un oggetto “strano”, quasi superfluo. Non necessario. E ciò che non è necessario, spesso, non viene adottato.
L’evoluzione tecnologica
Il bidet tradizionale non è più l’unica soluzione. In Giappone, ad esempio, le toilette con funzione bidet integrata sono diffuse da decenni. Getti regolabili, controllo della temperatura, asciugatura automatica, sistemi autopulenti.
Qui il concetto di igiene si è fuso con quello di tecnologia. Il bagno è diventato uno spazio di comfort evoluto, quasi futuristico.
Negli ultimi anni anche in Occidente le soluzioni integrate stanno crescendo, spinte da maggiore attenzione all’igiene e da un cambiamento culturale più ampio.
Il bidet e la morale: un oggetto frainteso
Per molto tempo il bidet è stato anche un oggetto controverso. In alcune epoche e in alcuni Paesi è stato associato a un’idea di intimità imbarazzante, quasi scandalosa. In altri contesti era simbolo di lusso e modernità.
Questa ambivalenza dice molto di come l’igiene sia sempre stata intrecciata con morale, cultura e percezione del corpo. Ciò che oggi consideriamo un gesto semplice e quotidiano, in passato era carico di significati sociali.
Il bidet, in fondo, ha attraversato secoli di trasformazioni senza cambiare funzione. È cambiato il modo in cui lo guardiamo.
Negli ultimi anni l’attenzione verso l’igiene personale è diventata più consapevole e meno superficiale. Non riguarda solo la dimensione domestica, ma anche il modo in cui pensiamo agli spazi condivisi. Se a casa il bidet rappresenta un gesto quotidiano di cura, negli ambienti collettivi la stessa attenzione si traduce in una progettazione più attenta dei servizi igienici per eventi e contesti pubblici, dove comfort, pulizia e accessibilità diventano parte integrante dell’esperienza delle persone. L’igiene, oggi, non è più un dettaglio tecnico: è un elemento di qualità percepita.
Igiene e consumo: carta contro acqua
Un altro aspetto poco discusso riguarda il consumo.
Nei Paesi dove il bidet è diffuso, l’uso della carta igienica è mediamente inferiore rispetto a quelli dove l’acqua non è integrata nelle abitudini quotidiane.
Durante la pandemia, quando in molti supermercati la carta igienica spariva dagli scaffali, il tema è tornato sotto i riflettori. Molti hanno iniziato a interrogarsi su alternative più sostenibili, meno legate all’usa e getta.
L’uso dell’acqua come complemento o alternativa riduce la quantità di carta necessaria e riapre una riflessione sul rapporto tra igiene e consumo.
Perché il mondo sta cambiando idea
Se fino a qualche decennio fa il bidet era visto come una curiosità mediterranea, oggi la diffusione di sedili con funzione lavaggio e sistemi integrati sta modificando la percezione globale.
In Giappone oltre l’80% delle abitazioni è dotato di wc con funzione bidet integrata. Negli Stati Uniti, mercato tradizionalmente poco incline, le vendite di sedili con getto d’acqua sono cresciute significativamente negli ultimi anni.
Non è solo tecnologia. È consapevolezza.
L’attenzione verso l’igiene personale è diventata più informata, più pragmatica, meno condizionata da tabù culturali.
Il bidet come identità culturale
In Italia il bidet è quasi un simbolo identitario. Molti stranieri lo scoprono entrando in un appartamento e si chiedono a cosa serva. Molti italiani, al contrario, si sorprendono quando viaggiano e non lo trovano.
Questa differenza racconta qualcosa di più profondo: il modo in cui una società vive il rapporto con il corpo, con la pulizia, con l’idea stessa di cura.
Non è solo un sanitario. È un’abitudine radicata.
Conclusione
La storia del bidet dimostra che l’igiene non è solo una questione tecnica. È cultura, abitudine, evoluzione.
Un oggetto nato secoli fa in una camera aristocratica è diventato, in alcune parti del mondo, simbolo di cura quotidiana. In altre resta una curiosità.
Forse il modo in cui scegliamo di prenderci cura di noi stessi dice più di quanto immaginiamo sulla società in cui viviamo.

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